2000-2001 Pasquale Pisseri

Ho avuto la fortuna e il privilegio di presiedere il Club in un’annata particolare: quella del ventennale del Club, che era stato fondato nel 1980 con la Presidenza di Francesco Righini. Si è felicemente unita un’importante circostanza: il nostro Socio Roberto Fresia, assumendo la carica di Governatore, ha visto riconosciuta la sua lunga e qualificata militanza nei Lions, e siamo debitori al suo supporto per quanto siamo riusciti a realizzare.

Come negli altri anni, l’attività è stata intensa e produttiva sia a livello di services che di promozione culturale, proseguendo fra l’altro nell’iniziativa ormai classica del Piatto dell’estate. L’azione del Club si è crescentemente ispirata non a principi elitari ed esclusivi ma alla finalità di estendere ulteriormente la prassi del lionsmo, beninteso senza perderne di vista la qualità.

Due eventi l’hanno qualificata in modo particolare.

Il primo è stata l’iniziativa a favore dell’Etiopia, nazione molto provata – come tante altre di quel Continente – da guerre e carestie e da una cronica carenza di acqua legata non tanto a scarsità assoluta di precipitazioni quanto ai caratteri geologici del terreno che comportano una notevole profondità della falda acquifera. Abbiamo progettato la costruzione di un pozzo: essa esorbitava dalla possibilità economiche del nostro Club ma è divenuta possibile, in collaborazione con il locale Club Addis Ababa Greater contattato dall’instancabile viaggiatore Socio Franco Tavella, nell’ambito di un progetto IAG (International Assistance Grants) della LCIF (Lions Clubs International Foundation). E’ stata dapprima scelta una zona nei pressi di Dakuna, villaggio della regione Cheha Woreda sito circa 190 km a Sudovest di Addis Ababa: poi la insufficienza della falda acquifera trovata ha indotto a spostare l’intervento ad Asefi Girar, nella zona popolata dalla etnia Guraghi.

La successiva inaugurazione del pozzo ha offerto l’occasione di un incontro con ricordi storici (come gli obelischi di Aksum) molto intrecciati con quelli del nostro paese; ma soprattutto con una realtà bruciante, fatta di economia di sussistenza nelle campagne e di grave degrado in una metropoli che fa poco onore al proprio nome (Addis Ababa significa “nuovo fiore”).

Possiamo dire che quest’iniziativa ha aperto una via sensibilizzando il nostro club, e non soltanto esso, alle problematiche del terzo mondo anche se è chiaro che non siamo noi a poterle risolvere: ma, al di là del minimo aiuto materiale offerto, è importante per quelle popolazioni un segnale di buona volontà, e per noi una più concreta e attiva presa di coscienza.

Il secondo evento particolarmente significativo è stato il decisivo impulso dato alla costituzione di un nuovo Club, il Savona Priamar, costituito il 6/5/01 e nato con la specifica vocazione di facilitare l’ingresso nei Lions alle donne (annoso problema!) e ai giovani. Siamo debitori, per l’orientamento nel complesso iter necessario, alla competente consulenza di Giulio Fresia. Il nuovo Club si è rapidamente attivato, mostrando quello spirito di iniziativa e quella vocazione al servizio che ci si poteva attendere.

In complesso, mi è parsa una annata ricca di soddisfazioni, certamente almeno per il sottoscritto che ha avuto occasione di comprendere spirito e prassi lionistica in un contesto più ampio di quello, necessariamente più angusto, consentito dalla esperienza vissuta nell’ambito del solo Club di appartenenza. Ringrazio tutti ma in particolare Oreste Gagliardi, che è stato una più che valida “stampella” alla mia inesperienza.

Lino Pisseri